C’erano una volta i compiti a casa…

Stamattina a colazione, tra un biscotto e l’altro, leggevo un articolo di giornale che trattava dei compiti dati a casa ai ragazzi/ini della scuola dell’obbligo e sono rimasta esterrefatta dalle lamentele dei genitori riguardo all’argomento. “Tornano a casa tardi da scuola… Hanno troppi compiti… Spesso devono badare ai fratellini più piccoli… Tra internet e la tv non riescono a gestirsi…” e via dicendo. A questo punto mi sono fermata a riflettere tra me e me: esistono bambini e ragazzi che, poveretti loro, nemmeno hanno la possibilità di studiare e ‘sti qua si lamentano dei troppi (a loro dire) compiti dati a casa? E soprattutto, voi cari genitori, come pretendete che la vostra prole possa affrontare i prossimi passi della loro carriera scolastica e non se vi fate così tanti scrupoli per una versione di latino o dei problemi di matematica da svolgere per il giorno dopo? Non è forse il loro dovere? In ufficio non avete anche voi delle mansioni e relativi impegni da portare a termine a fine giornata? Ma si può! Sarà che io sono stata educata in un certo modo, sarà che manca un pizzico di umiltà a queste nuove generazioni (di cui io ne faccio parte, ma non mi ritrovo riconosciuta in questi luoghi comuni…), ma come ci si può lamentare addirittura dei compiti dati per casa?! Da una parte dobbiamo riconoscere che si, questi ragazzi tornano a casa tardi (diciamo le 14, 14 e 30 circa) e prima delle 16 nessuno apre il libro di storia o il quaderno degli esercizi di fisica, e che in fondo la scuola non offre molte attività extrascolastiche in cui i ragazzi possano sperimentare qualcosa di pratico che si avvicini alla teoria appresa a lezione la mattina, ma il loro “lavoro” è proprio portare a termine i compiti per casa, e non trastullarsi dietro il pc, videogames o internet. Tanto di cappello a coloro che si occupano dei fratelli più piccoli e aiutano a fare le faccendine di casa, conciliandosi con gli impegni lavorativi e domestici dei genitori. L’equilibrio, come torno spesso a dire, è la chiave per rasserenare il cielo tempestoso creato da queste lamentele. Ognuno dovrebbe conciliare i propri doveri e piaceri con quelli del resto della famiglia, ritagliarsi del tempo per gli impegni come per lo svago, e non continuare a piangersi addosso anche per dieci frasi di greco da tradurre e per due capitoli di storia da studiare! Avete la fortuna di studiare, non sprecatela! E voi, cari genitori, lasciate che il vostro pargolo affronti un po’ la vita, invece che puntare sempre il dito contro la scuola!

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2 thoughts on “C’erano una volta i compiti a casa…

  1. Sui compiti a casa esistono varie “scuole” di pensiero. Concordo tuttavia sulla valutazione negativa del genitore sempre pronto a giustificare e compatire la prole. Nuocendole gravemente…

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