La bicicletta elettrica. Parliamone.

Un ossimoro. Come il ghiaccio bollente, il fuoco freddo e l’amara dolcezza… così appare ai miei occhi la bicicletta elettrica. Una cosa mi incuriosisce sopra a tutte le altre: perchè anche uno dei mezzi più puliti e salutari del mondo si è dovuto dotare di un motorino elettrico per aiutarci nel funzionamento dello stesso? Anche se, nel caso della bicicletta con pedalata assistita (che dolore nello scrivere queste parole ahi ahi ahi) si attiva soltanto ad una velocità inferiore ai 25km all’ora, cosa ce ne facciamo di un marchingegno, elettrico, che ci aiuta nelle salite e nelle asperità che ritroviamo nelle nostre strade cittadine, il più delle volte dissestate? Piuttosto, cosa ce ne facciamo di una bicicletta elettrica se manco sappiamo usare quella normale? Credo che molti fruitori non si rendano conto che in fondo è pur sempre una bicicletta e non un motorino più figo e leggero. E poi, se dobbiamo affrontare una salita, cosa c’è di più comodo che scendere dal sellino, impugnare il manubrio con le nostre manine e proseguire a piedi fino a termine del percorso?
Parlo io, da mezza olandese (…sarà per questo che adoro così tanto la bici?!), che mi muovo con una Gazelle vecchio stampo, tutta mezza sverniciata poverina (sennò me la prendono in prestito senza chiedere il permesso, per non usare altre parole…) che ad intervalli di quattro o cinque pedalate emette una cigolante sinfonia. Ma lei è una bicicletta. Una signora bicicletta in ottima salute meccanica. Senza tante menate di pedalate assistite o motorini elettrici che mi farebbero sentire un po’ incapace.
Tra l’altro… Parlando per la nostra cultura italiana, che se non ci spostiamo in macchina anche per andare in bagno ci sentiamo male (dai, non tutti, ma la maggioranza, ammettetelo), cosa ce ne facciamo di biciclette elettriche se nemmeno abbiamo le piste ciclabili, o quelle che esistono sono pressochè una striscetta di asfalto a bordo della carreggiata, piene di buche e tombini?
Hai voluto la bicicletta? … E ‘mo pedala!

 

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E’ nato il Self Discount!

Girando per i grandi supermercati è facile inebriarsi con offerte e super sconti a destra e manca, tuffarsi in pubblicità e prodotti di cui non abbiamo bisogno ma che siamo tentati ad acquistare… l’altro giorno per una volta sono stata colpita da qualcosa di veramente necessario per tutti noi: il Self Discount. E’ un reparto presso il supermercato Auchan (si possono fare nomi, vero?!) in cui è possibile acquistare gran parte dei prodotti alimentari con prezzi davvero convenienti, il motivo? La merce è in vendita sfusa in silos dai quali è possibile comprare l’esatta quantità che si desidera, evitando sprechi e impatti ambientali. Inoltre il Self Discount è affiancato da un altro reparto in cui i prodotti, dagli alimentari alla cura della persona, sono sistemati sugli scaffali nei loro imballaggi originali, abbassando così il prezzo finale di vendita. Un’idea geniale che spero venga portata avanti da più catene di supermercati e venga distribuita di più a livello nazionale. Pollice in sù!

Ecco un elenco di altre catene che offrono lo stesso servizio su larga scala: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/10/alimentari-sfusi-dove-comprarli.html