Amsterdam.

I did it. I succeded.
It’s not easy to describe my happiness, my feelings, my joy, but I’m so proud of myself. I cannot really realize at this moment but I did it.
I found a job. I found a job in my favourite city, in my second home-country. I went away from Italy. I had the opportunity.
I changed my life. I followed my dreams and I’m making them coming true. I changed my life because I wanted so much. I made choices, even if they were difficult.

I’m almost speechless, my smile talks in my place.

I think I will update my blog in english from now, just to improve myself and to be in contact with english-speaking-people as well. I will blog about my experience here, my recipes, my life, my thoughts as I did untill now. Probably I will write something in italian, something in dutch. I have a lot of things to do, do discover, to see, to feel.

I’m happy. That’s the best thing.tumblr_mdv0nm8ltA1r2bljmo1_1280_large_edited-1 copy

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Filosofia spiccia e pensieri sparsi.

Mi mancava scrivere un post di quelli pseudo riflessivi-filosofici.
Ci stavo pensando da giorni e mi chiedevo se pubblicarlo o meno, poi mi sono detta Perchè no?!  E’ proprio quest’ultima domanda che mi ha aperto un sacco la mente (più di quanto l’avessi già, e non per pavoneggiarmi…), che mi ha fatto capire molte cose e mi ha dato la possibilità di fare esperienza di molte situazioni. Perchè non buttarsi sulle cose? Perchè restare sempre ancorati a quelle sicurezze ormai troppo vecchie e stantie che ci bloccano in una routine noiosa e annosa? Perchè continuare a trascinarsi inutili palle al piede che ci rendono infelici e incapaci di apprezzare le mille altre opportunità che ci attendono se allungassimo un po’ di più i nostri orizzonti? Perchè continuare a battere il muso su cose che non cambieranno mai e ci avvelenano il fegato?
Potrei continuare con queste domande per ore.
Io ho fatto una scelta. Una scelta non facile e non immediata, ma che mi ha reso la vita molto meno tediosa. Ho scelto di vivere felice e con tranquillità, ho scelto di dedicarmi alle cose che mi piacciono e mi fanno stare bene, ho scelto di circondarmi di persone a cui voglio realmente bene e che me ne vogliono realmente a loro volta, ho scelto di rinunciare alle male voci e alla falsità, ho scelto di vivere la mia vita come desidero io dal mio profondo, ho scelto di sorridere di più e prendermela di meno, ho scelto di farmi più passeggiate da sola a piedi con la mia musica preferita piuttosto che pomeriggi di chiacchiere vane e vuote, ho scelto di seguire i miei sogni dovunque essi mi portino, ho scelto di non avere paura di ciò che non conosco, ho scelto di ascoltare me stessa in silenzio, ho scelto di non puntare il dito verso l’altro ma di riformulare prima i miei giudizi e le mie critiche, ho scelto di parlare chiaro e apertamente senza nascondere ciò che realmente penso e sono, ho scelto di lottare per ciò in cui credo senza prevaricare, ho scelto di essere giusta, ho scelto di osservare e capire meglio le cose, ho scelto…
E, bando all’aura bucolico-fiabesca che i miei pensieri possano evocare, mi sento scoppiare il cuore di felicità, ma di una felicità pura, non fatta di possedere cose materiali o sfoggiare astrusità modaiole e conformistiche, una felicità mia, una felicità che solo io posso conquistare e potrò ancora perfezionare mano mano, una felicità che può sembrare egoista ma che in realtà non lo è, perchè così facendo anche le persone intorno a me vivono bene e in equilibrio con me. Ed è bellissimo.
Non fermatevi mai, continuate a rincorrere i vostri sogni, a cercare le persone a cui tenere, a coltivare le vostre passioni, solo così sarete felici. Correndo, senza fretta.tumblr_mhixq8dmhW1rrjjxto1_4009915140C1EB2E8C78C0F6508EFC41973

Summer ending feelings…

Adoro aprire gli occhi con i primi raggi di fine estate che attraversano le persiane.
Adoro svegliarmi con le dolci fusa della mia gatta che si accovaccia sotto al mio braccio.
Adoro i cuscini spiegazzati dalla notte e dai sogni.
Adoro l’aroma del caffè e lo stropicciare dei giornali che si confondono.
Adoro il cinguettio tra le fronde degli alberi.
Adoro la fresca brezza mattiniera e serale.
Adoro il cozzare dei piatti sul legno della tavola.
Adoro le lute del barbecue che si spengono lentamente.
Adoro gli ultimi fiori che sbocciano nel giardino.
Adoro la luna quasi piena in un cielo stellato.

Willows At Sunset – Study Of Vincent Van Gogh

Felicità.

Molti hanno provato a descriverla, tanti hanno tentato di raggiungerla e pochi riescono a trovarla in piccole cose, quasi banali. Sto parlando della felicità. Quel pezzo più unico che raro a cui tutti aspiriamo, cui tutti ci rimbocchiamo le maniche per conquistarlo e di cui tutti non ne possiamo fare a meno per trovare la nostra serenità. Io associo spesso la felicità con l’essere tranquilli, in pace con se stessi e in armonia con ciò che ci smuove dentro, in modo tale da poter poi ritrovarsi bene con gli altri e con ciò che ci circonda, persone care e non. Perchè se non si è sinceri e sereni con se stessi, con i propri obiettivi e i propri pensieri, nessuno potrà farlo per noi e non potremo mai essere veramente in armonia anche con gli altri, senza dover costruire la nostra bella maschera e il nostro bel personaggio da far recitare sul palco della socialità. Molte persone le vedo fingere, le vedo costruirsi quel guscio di menzogne quasi surreali e malsane per loro stessi pur di stare al gioco con gli altri, considerati amici, ma, ahimè, a me questo discorso stona. Mentire a se stessi e alle persone a cui si tiene è come continuare a metter benzina sul braciere dell’ipocrisia, per alimentare un fuoco che non fa che nascondere la propria insicurezza. Non sto puntando il dito contro le persone insicure, tutti lo siamo stati in determinate situazioni ed è umano esserlo, ma piuttosto sto riflettendo su quel genere di persona che piuttosto che trovare la felicità prima dentro di sè, la trova nella folla, negli altri, o piuttosto, per mezzo degli altri. E come tale, non riesce a farne a meno. Io questa la chiamo dipendenza. Non felicità. Come una droga, come una sostanza che, per stare bene, non si può vivere senza. E si continua a cercarla, avidamente, come fosse linfa vitale, mentre in realtà non si dovrebbe far altro che guardarsi allo specchio, o semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare il turbinio di pensieri e sogni che corrono dentro ognuno di noi. Non è facile talvolta scoprire ciò che arricchisce ognuno di noi, me ne rendo conto, ma piuttosto che continuare mascherati di incoerenza la nostra battaglia al di fuori, armiamoci contro le forze discordanti che tanto ci tormentano e non ci fanno dormire la notte, per poi scoprire che in realtà gran parte di ciò che proviamo a conquistare fuori di noi, in realtà è già insito nella propria essenza. E solo noi possiamo arrivarci. Nessun altro, perchè si, in fondo, la felicità è egoistica. Ma quando condivisa genuinamente è così meravigliosa.

 

I giovani e la crisi.

Il titolo del saggio breve uscito alla maturità di quest’anno, lo specchio della nostra società, o meglio, una buona parte di essa. Incuriosita da questo Portfolio di Internazionale e mossa dalla mia impellente laurea (…yuppi!), vorrei esprimere la mia opinione a riguardo, si, perchè in fondo ne faccio parte anche io di questa fascia di giovani colpiti dalla “crisi”.
Il capro espiatorio per eccellenza è l’economia che sta andando ufficialmente a rotoli e il governo, ahimè, non fa che alimentare la questione non riuscendo a delineare nuovi disegni di legge ad hoc e oltretutto facendo demagogia promettendo lauti riconoscimenti ai cosiddetti meritevoli. Ma meritevoli de che?! (vedi Trota) Mi sembra, ma sono pronta a sentirmi controbattuta, che i veri meritevoli se ne stanno andando tutti all’estero perchè qua non riescono a emergere e a lavorare per ciò che hanno studiato. E le foto che ho postato con il link ne sono un esempio, riportando una situazione mondiale, non solo italiana.
E poi si parla tanto di crisi: crisi qua, crisi là… Ma di che crisi si tratta? Io più che crisi economica, sto assistendo a una crisi di valori. E’ vero, sono altri tempi e la globalizzazione ci sta cambiando, ma a parte casi veramente al limite (ricordando i suicidi verificatisi da un anno a questa parte…), non mi accorgo di questi giovani che stanno veramente male. No, perchè io continuo a vedere persone che si lamentano, ma allo stesso tempo non si buttano a capofitto in qualcosa per cui credono, non vedo questa grinta che è il polmone della nostra età, non vedo la forza e la volontà nella maggior parte dei ragazzi, che se ne stanno tranquilli cullati a casa da mamma e papà, come un famoso pregiudizio strettamente italiano ci ricorda. Spero di sbagliarmi e spero di aver avuto un’impressione superficiale, ma se non siamo noi a lottare per ciò in cui crediamo chi lo farà? Ci diplomiamo e corriamo a iscriverci all’università, mettiamo in tasca la nostra laurea belli orgogliosi e poi? O siamo fortunati e troviamo un posto di lavoro che calzi quasi a pennello con la facoltà scelta o ci arrangiamo con lavoretti più umili e tiriamo avanti, facendo la vecchia gavetta, giusto per non poltrire a casa, ma ahimè non tutti ci riusciamo. Perchè in fondo, non tutti siamo uguali. Vorrei vedere tutti, e non solo una parte, di questi ragazzi lottare a denti stretti per ciò in cui credono, vorrei vedere la determinazione sui visi e la forza nell’anima, vorrei vederci combattere per noi e per risollevare le sorti della nostra comunità sebbene ci troviamo davanti ostacoli e ingiustizie. Mi accuserete di essere utopistica, lo so. Umiltà e grinta, è questo che ci manca prima di tutto! E ascolto, si, perchè è questa  un’altra cosa che ci manca: essere ascoltati, essere compresi sia da chi ci governa che da chi ci è vicino. Non dobbiamo aver paura di dire la nostra e di tentare, non è facile, ma male che vada, almeno ci abbiamo provato.

Come il vento tra i capelli…

Se c’è una cosa che adoro è sentire il vento tra i capelli, la brezza che mi scompiglia la chioma e mi libera la mente. In bicicletta poi è il massimo, l’apoteosi. Mi aiuta a riflettere, mi sento così libera nei miei pensieri e nelle mie decisioni che mi sembra quasi di planare nel mio universo. Muovo il corpo e la mente, che a volte è così indaffarata. Mi sento bene e in pace con me stessa, anche con un paio di cuffiette inserite nelle orecchie che mi rimandano una melodia rock.
Oppure in treno, quando entra l’aria dal finestrino semi aperto e il panorama scorre veloce al di fuori mentre i miei capelli fanno mille giravolte; mi sento così tranquilla quando vedo tutto in movimento, tutti i piccoli dettagli che si muovono davanti a me e sembra voglia afferrarli uno ad uno con lo sguardo. Si, perchè è proprio il movimento che ci mantiene vivi, se fossimo sempre e solamente in stallo saremmo come soprammobili, statuine che aspettano. E io non sopporto aspettare a lungo. Tengo stretti i particolari più cari e torno a scivolare nel vento. Felice.