Interstellar (spoilers follow!)

I just came back from the cinema after watching “Interstellar” and I am still impressed! Do you know the feeling after you watched a very good movie, you walk out the sale and you keep on having the main frames running in your head with the music in the background? That’s me! Christopher Nolan, and I do not want to talk by prejudices, did it again. Amazing images, an increasing plot and philosophy, yet misterious and far from our everyday routines. And the musics, thanks Hans Zimmer! NASA pilot Cooper (M. McConaughey) with dr. Brand (A. Hataway) and fellows is asked to go on a mission to discover if life is possible on another galaxy, where planets and stars are creating another far universe from the life they will leave behind. They will be more than 50 Earth-years in their space basis, try to score whether plan A or B to evolve on the new planet. Love, rage, fear, loneliness, sadness… all the emotions, which not pertain to robots, will arise in the quite sky above, where time is another dimension. I loved the scene when Cooper passes the ipod with nature sounds to his companion, there, up in the silence of their shuttle. And then, when the team is near their goal, the mankind cruelty and selfishness come out, even on the other galaxy. This world is not going to be eternal but… Are we really sure we do have to conquer another planet? Or maybe we can work on saving this one? And be kind to each other? Can’t we stay on this Earth, as Murphy, Cooper’s daughter, tells his father before the mission? But then love, unquantifiable love, suppressed love will save us all. An amazing film. Three hours of pure beauty and adventure, where time just becomes a forth dimension, but where feelings and human bonds keep us on the same boat.

Django Unchained. Il mio parere.

Unico. Fantastico. Meraviglioso. Sublime.
Non riesco a trovare altre parole per questa pellicola, che non poteva deludermi essendo firmata dal mio regista preferito: il maestro Quentin. Tarantino riprende il vecchio Django di Corbucci e ne rivela i tratti quasi comici ma incredibilmente cavallereschi (sentire il primo Ti Amo in un film di Tarantino mi ha fatto stranissimo! Come i cavoli a merenda, insomma…) dello schiavo di colore interpretato da un bravissimo Jamie Foxx (Oscar nel 2005 per Ray) liberato e reso cacciatore di taglie dall’inimitabile e irragiungibile dr. King Schultz, portato sul grande schermo da un Christoph Waltz da oscar (dopo Bastardi senza gloria, sempre di Tarantino). Waltz è una cosa disarmante: di una teatralità bestiale, capace di passare da una lingua all’altra senza problemi, abile di gestire un personaggio tanto particolare quanto portatore di ideali sociali esemplari, un mostro di attore per cui non trovo complimenti giusti. E che dire di Leonardo di Caprio, che nonostante la mano fracassata da un bicchiere, ha continuato a recitare il suo Calvin Candie così aristocratico e pieno di sè affiancato da un caricaturale Samuel L. Jackson? Bellissimo e bravissimo. Bravissimo nel calarsi in un personaggio lontano dai suoi soliti bellocci o dai suoi seriosi ruoli, uno spietato che poco sa di Dumas (…la fantastica scena nella biblioteca di Candie land vi dice niente? 😉 ) ma che vuole vedere tanto sangue sparso nel suo salotto con la lotta dei mandingo. Sangue. Tanto sangue. Tanto sangue che pensavo che la scena della sparatoria finale di Candiland fosse in bianco e nero come in Kill Bill. Django, la D è muta, ricorda molto The Bride, eccome, gli manca solo la tutina gialla, sostituita da quel costume celestino da damerino così ridicolo quanto esemplare, e una katana, abilmente sostituita da una colt. E non sto a elencare tutte le altre autocitazioni, da Reservoir Dogs a Pulp Fiction a Bastardi senza Gloria. E le musiche, oddio le musiche. Da capogiro. Si passa da Johnny Cash a Morricone a tamarrissimi rap da ghetto che fanno ridere, alla canzone di Elisa per arrivare a brani che si fanno portatori di libertà e ribellione a un sistema da abbattere.
10 e lode. Non voglio aggiungere altro. Ah si, date l’Oscar a Waltz perchè quel King Schultz rimarrà nella storia del cinema a lungo! 😉

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Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato.

Avevo atteso a lungo. Troppo a lungo. E finalmente ho potuto rifocillarmi con una buona dose di Tolkeniane ambientazioni e avventure nel nuovo film di quel geniaccio di Peter Jackson: Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, primo di una trilogia basata sull’omonimo libro.
Sono entrata al cinema alle 15e30, primo spettacolo del primo giorno di uscita del film (qua non si scherza, eh! 😀 infatti eravamo in sei in sala!) e ne sono uscita soltanto alle 18.30, dimenticando di avere gli occhialini 3d ancora in testa e domandandomi perchè nani e goblins non fossero nei miei paraggi. Bello, bellissimo, meraviglioso. Non c’è che dire, Peter Jackson non mi ha delusa affatto di nuovo, anche se Il Signore degli Anelli è inarrivabile, mi duole dirlo. Quasi 3 ore di full immersion in quella contea non ancora tormentata dall’unico anello, tra avventure e canti dei nani a cui fa capo Thorin Scudo di Quercia, quest’ultimo alla riconquista del regno di Erebor giunto sotto il dominio del drago Smaug, tra goblins e orchetti, tra aquile e mannari, e Gandalf, l’intramontabile e saggio stregone grigio che dispensa consigli e insegnamenti, e Bilbo Baggins, il caro zio che tutti vorrebbero avere che si lancia in un viaggio all’ultimo momento, dopo che la sua dispensa è stata saccheggiata avidamente, e come non citare Gollum, che insieme al suo tesssssooooro conosceranno l’hobbit tra indovinelli e spade tese. E che dire della colonna sonora ancora una volta curata dal maestro Howard Shore che ci ricorda tanto la precendente trilogia dell’Anello,  il canto dei nani intonato dal cast stesso (meraviglioso!) e l’epica canzone della Montagna Solitaria dei titoli di coda che, con un magistrale Neil Finn, incolla lo spettatore alla poltroncina in attesa del secondo capitolo della saga.
Meravigliosamente meraviglioso.

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Donne cinematografiche.

Oggi, tra la nullafacenza post-lauream e il mio intestino brontolone, ho deciso di passare in rassegna i miei personaggi femminili cinematografici, con la speranza di inserire tutte le più importanti e le più significative per me! Enjoy! 😉

1- B.B. alias Beatrix Kiddo alias Black Mamba:
Lei è. Lei è la donna per antonomasia. Autonoma, fredda, vendicativa, indipendente, combattiva e razionale, ma allo stesso tempo amorevole con i suoi cari. E Uma Thurman riesce a interpretare il personaggio protagonista di Kill Bill meglio di chiunque altra. 10+ all’eroina in tuta gialla!

2- Eowyn – Dama bianca di Rohan:
Nipote di Theoden e sorella di Eomer, la bionda principessa di Rohan, dopo la delusione amorosa con Aragorn, si calerà nei panni di un’impavida scudiera al fianco dei cavalieri delle maggiori contee della Terra di Mezzo nella battaglia finale, annientando, con l’aiuto di Merry, un Nazgul di Mordor. Bella, innamorata, al servizio del suo paese e della sua famiglia, grintosa e solare, i suoi lunghi ricci biondi e i suoi occhi chiari rimarranno un dolce ricordo della saga tolkeniana di Peter Jackson.

3- Matilda:
Rimasta senza famiglia, viene affascinata dalle “pulizie” e dall’enigmatica personalità di Lèon, con la quale andrà a formare un duo vendicativo tanto singolare quanto affiatato. Maliziosa, piccola, indomabile ma estremamente fragile, un personaggio interpretato magistralmente da una giovanissima e già talentuosa Natalie Portman ancora fanciulla.

4- Juno MacGuff:
La teenager americana con una marcia in più: spigliata, spontanea, allegra, emotiva ed energica, Juno lotterà tra il “fagiolo”, i suoi genitori ed i futuri tali, in una commedia fresca e senza peli sulla lingua. Ah, se volete chiamarla, lei risponderà solo dal suo telefono hamburger!

5- Lolita:
“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.” Così descrive la ninfetta Vladimir Nabokov e così la porta sul grande schermo la bravissima Dominique Swain. Un surrogato di seduzione, ingenuità, astuzia e malizia raccolto in un metro e mezzo di fanciulla dalle labbra scarlatte. Unica.

6- Evey Hammond:
Ancora Natalie Portman, ma questa volta emblema di speranza e giustizia in un mondo corrotto e anarchico. Lei, cresciuta senza genitori e costretta a prostituirsi, sarà vittima di tutti i soprusi che il governo britannico impone ai suoi sudditi nell’immaginario di Alan Moore finchè un giorno si riscatterà grazie a V. Un personaggio difficile quanto ammirevole, strepitosa.

7- O-Ren Ishii:
Ancora più vendicativa di B.B., cresciuta con le sue forze e con le lame giapponesi, la piccola ma forte O-Ren conquisterà il suo posto nella jacuza da giovanissima, oltre che la stima come una delle migliori killer del mondo. Allevata poi da Bill, parteciperà al massacro di B.B., ma perderà dignitosamente al duello finale nella casa delle foglie blu. Glaciale.

8- Paprika alias Atsuko Chiba:
Psicologa, si batterà per scongiurare la catastrofe minacciata dall’abuso di un congegno ideato per leggere e far rivivere i sogni ai pazienti traumatizzati. Protagonista assoluta dell’onirica pellicola di Satoshi Kon, la chioma rossiccia a caschetto della dottoressa in jeans e maglietta non vi deluderà.

Ellen Page.

Un’attrice giovanissima, bravissima e simpaticissima. E umile. Ellen Page, la piccola canadese che abbiamo conosciuto in Juno, Inception, X Men e l’ultimo To Rome with Love , tra i più famosi, apprezzatissima in Hard Candy e Mouth to Mouth. Come non ammirarla, una che a 25 anni ha interpretato ruoli da protagonista, tra l’altro per Juno è stata candidata anche all’Oscar, ha affiancato Leonardo di Caprio e inserita nel cast dell’eccentrico Woody Allen. Sarà perchè i miei amici dicono che le assomiglio, ma io la adoro in tutte le sue interpretazioni che sprigionano la sua forza racchiusa nei suoi 154cm di altezza: dalla punkettona Sherry Green alla vendicativa Hayley Stark, dalla spontanea Juno alla meditativa Arianne. L’umiltà e la genuinità la caratterizzano, un’attrice che non ha bisogno di sfoggiare su tappeti rossi o imbellettarsi di gingilli dorati, ma a cui basta mostrare il suo sorriso quasi ingenuo per essere apprezzata. Continua così piccola grande Juno, ops… Ellen!

“Ho cercato il tuo nome” …ma ho trovato solo un bravissimo Zac Efron!

Così ieri sera me ne sono andata al cinema a vedere “Ho cercato il tuo nome“, pellicola tratta dal romanzo di Nicholas Sparks “The Lucky One” e vi confesserò che non sono mai e poi mai uscita dalla sala così annoiata e delusa. Annoiata in primis dalla recitazione della protagonista Taylor Schilling che interpreta Beth, ex moglie di un poliziotto da cui ha avuto un figlio, che non fa altro che passare da espressioni da ebete (…si può dire?) a risatine isteriche e di circostanza, delusa un po’ dalla trama che via via si dipanava nelle quasi due ore di film. La pellicola si salva per le interpetazioni di un quasi maturo Zach Efron alias Logan Thibault, l’estrosa Blythe Danner che interpreta la nonna di Beth e un bravissimo seppure piccolissimo Riley Thomas Stewart che recita la parte del figlioletto Ben. Per il resto, tra scontatissime scene d’amore, liti tra ex marine e poliziotti e l’altalenante umore della protagonista, spicca solo una scena quasi alla fine del film: l’ex marito di Beth torna a casa e prende in mano un piatto dalla tavola apparecchiata e… Beh, se ve lo racconto, che gusto c’è?! 🙂 Ritorno a dire, bravo Zach Efron che ha saputo scollarsi di dosso la fama regalatagli dalla serie di High School Musical e riesce a calarsi bene nel ruolo del marine in ritorno dalla sua terza missione di guerra sebbene un po’ troppo irrigidito in ogni suo movimento ma non troppo melenso il suo personaggio… Bravissima la mamma della più celebre Gwineth, Blythe Danner che contrasta la metereopatica nipote con le sue battute di spirito e la sua saggezza, carinissimo Benjamin Clayton che fa sorridere tra uno scacco matto e una steccata al violino. Bocciatissima Taylor Schilling, oltre che la sua doppiatrice italiana che non fa che peggiorare la sua performance.

Colonne sonore cinematografiche: le migliori 50.

Date un’occhiata alle migliori 50 soundtracks cinematografiche di tutti i tempi andando qua http://www.shortlist.com/entertainment/50-coolest-movie-soundtracks e spulciando le vostre preferite! Le mie favorite? Beh, da grande tarantiniana, Misirlou e Stuck in the middle with you non potevano di certo mancare, oltre ai grandi successi di Gimme me some lovin, a cui avrei sostituito la bellissima Everybody need somebody to love dei celeberrimi Blues Brothers, Lust for life di Iggy Pop che accompagna i deliri di Marc Renton, il magnifico Ennio Morricone, che qualsiasi musica incida è delizia per le mie orecchie e i fantastici Bee Gees che con Stayin’ Alive ci hanno fatto muovere il bacino come John Travolta nella Febbre del sabato sera.
Cosa sarebbe il cinema senza musica…