Filosofia spiccia e pensieri sparsi.

Mi mancava scrivere un post di quelli pseudo riflessivi-filosofici.
Ci stavo pensando da giorni e mi chiedevo se pubblicarlo o meno, poi mi sono detta Perchè no?!  E’ proprio quest’ultima domanda che mi ha aperto un sacco la mente (più di quanto l’avessi già, e non per pavoneggiarmi…), che mi ha fatto capire molte cose e mi ha dato la possibilità di fare esperienza di molte situazioni. Perchè non buttarsi sulle cose? Perchè restare sempre ancorati a quelle sicurezze ormai troppo vecchie e stantie che ci bloccano in una routine noiosa e annosa? Perchè continuare a trascinarsi inutili palle al piede che ci rendono infelici e incapaci di apprezzare le mille altre opportunità che ci attendono se allungassimo un po’ di più i nostri orizzonti? Perchè continuare a battere il muso su cose che non cambieranno mai e ci avvelenano il fegato?
Potrei continuare con queste domande per ore.
Io ho fatto una scelta. Una scelta non facile e non immediata, ma che mi ha reso la vita molto meno tediosa. Ho scelto di vivere felice e con tranquillità, ho scelto di dedicarmi alle cose che mi piacciono e mi fanno stare bene, ho scelto di circondarmi di persone a cui voglio realmente bene e che me ne vogliono realmente a loro volta, ho scelto di rinunciare alle male voci e alla falsità, ho scelto di vivere la mia vita come desidero io dal mio profondo, ho scelto di sorridere di più e prendermela di meno, ho scelto di farmi più passeggiate da sola a piedi con la mia musica preferita piuttosto che pomeriggi di chiacchiere vane e vuote, ho scelto di seguire i miei sogni dovunque essi mi portino, ho scelto di non avere paura di ciò che non conosco, ho scelto di ascoltare me stessa in silenzio, ho scelto di non puntare il dito verso l’altro ma di riformulare prima i miei giudizi e le mie critiche, ho scelto di parlare chiaro e apertamente senza nascondere ciò che realmente penso e sono, ho scelto di lottare per ciò in cui credo senza prevaricare, ho scelto di essere giusta, ho scelto di osservare e capire meglio le cose, ho scelto…
E, bando all’aura bucolico-fiabesca che i miei pensieri possano evocare, mi sento scoppiare il cuore di felicità, ma di una felicità pura, non fatta di possedere cose materiali o sfoggiare astrusità modaiole e conformistiche, una felicità mia, una felicità che solo io posso conquistare e potrò ancora perfezionare mano mano, una felicità che può sembrare egoista ma che in realtà non lo è, perchè così facendo anche le persone intorno a me vivono bene e in equilibrio con me. Ed è bellissimo.
Non fermatevi mai, continuate a rincorrere i vostri sogni, a cercare le persone a cui tenere, a coltivare le vostre passioni, solo così sarete felici. Correndo, senza fretta.tumblr_mhixq8dmhW1rrjjxto1_4009915140C1EB2E8C78C0F6508EFC41973

Sensazioni.

Non ci posso fare nulla. Io adoro l’autunno. E adoro ancora di più l’inverno.
Amo il freddo, amo le temperature che scendono sotto i 10 gradi centigradi, amo il sole che tramonta alle cinque del pomeriggio dietro a delle cime innevate o dietro a delle nuvole cupe e grigie, amo le foglie ingiallite degli alberi che riempiono i viali delle città, amo i rami, ormai secchi, che brillano di rugiada alle prime luci del mattino, amo il ghiaccio e la luce che vi si specchia, amo la natura che si addormenta sotto la coltre bianca di neve, amo le finestre illuminate delle case dalle quali sbirciare al loro interno, amo il silenzio in cui si perdono i passi di lunghe camminate solitarie o in buona compagnia, amo la mia gatta che mi scalda le ginocchia e le sue fusa dolci, amo le coperte tirate sù fino al naso e un petto caldo sul quale addormentarsi, amo un corpo caldo da abbracciare durante la notte, amo le docce bollenti dopo una lunga giornata, amo i film belli e interminabili dei pomeriggi piovosi, amo il profumo dei biscotti nel forno caldo, amo tutto ciò che mi ricorda il freddo. E come tale, me lo godo.
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Felicità.

Molti hanno provato a descriverla, tanti hanno tentato di raggiungerla e pochi riescono a trovarla in piccole cose, quasi banali. Sto parlando della felicità. Quel pezzo più unico che raro a cui tutti aspiriamo, cui tutti ci rimbocchiamo le maniche per conquistarlo e di cui tutti non ne possiamo fare a meno per trovare la nostra serenità. Io associo spesso la felicità con l’essere tranquilli, in pace con se stessi e in armonia con ciò che ci smuove dentro, in modo tale da poter poi ritrovarsi bene con gli altri e con ciò che ci circonda, persone care e non. Perchè se non si è sinceri e sereni con se stessi, con i propri obiettivi e i propri pensieri, nessuno potrà farlo per noi e non potremo mai essere veramente in armonia anche con gli altri, senza dover costruire la nostra bella maschera e il nostro bel personaggio da far recitare sul palco della socialità. Molte persone le vedo fingere, le vedo costruirsi quel guscio di menzogne quasi surreali e malsane per loro stessi pur di stare al gioco con gli altri, considerati amici, ma, ahimè, a me questo discorso stona. Mentire a se stessi e alle persone a cui si tiene è come continuare a metter benzina sul braciere dell’ipocrisia, per alimentare un fuoco che non fa che nascondere la propria insicurezza. Non sto puntando il dito contro le persone insicure, tutti lo siamo stati in determinate situazioni ed è umano esserlo, ma piuttosto sto riflettendo su quel genere di persona che piuttosto che trovare la felicità prima dentro di sè, la trova nella folla, negli altri, o piuttosto, per mezzo degli altri. E come tale, non riesce a farne a meno. Io questa la chiamo dipendenza. Non felicità. Come una droga, come una sostanza che, per stare bene, non si può vivere senza. E si continua a cercarla, avidamente, come fosse linfa vitale, mentre in realtà non si dovrebbe far altro che guardarsi allo specchio, o semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare il turbinio di pensieri e sogni che corrono dentro ognuno di noi. Non è facile talvolta scoprire ciò che arricchisce ognuno di noi, me ne rendo conto, ma piuttosto che continuare mascherati di incoerenza la nostra battaglia al di fuori, armiamoci contro le forze discordanti che tanto ci tormentano e non ci fanno dormire la notte, per poi scoprire che in realtà gran parte di ciò che proviamo a conquistare fuori di noi, in realtà è già insito nella propria essenza. E solo noi possiamo arrivarci. Nessun altro, perchè si, in fondo, la felicità è egoistica. Ma quando condivisa genuinamente è così meravigliosa.

 

Persone.

A volte mi piace scrivere pensieri in libertà sulla mia agenda. Ne vengono fuori riflessioni sui massimi sistemi con parole semplici, oppure, fallendo, solo un misero adito del mio fluire di coscienza. L’altro giorno pensavo alle persone paragonandole al cibo: sì, perchè il cibo puoi cucinarlo seguendo una ricetta o trasformarlo dando sfogo alla creatività, devi buttarlo se va a male poichè l’hai lasciato fuori dal frigo troppo a lungo, può farti venire i mal di pancia se rimasto indigesto, può infine stuzzicarti l’acquolina solo a guardarlo. Un po’ come le persone. Guardandole possiamo restarne colpiti dal loro aspetto esteriore, ci possono far soffrire, dobbiamo scordarle se ci hanno fatto un torto lasciato irrisolto o dobbiamo allontanarle se c’è troppa confidenza quasi malsana, ma possiamo anche avere dei bellissimi rapporti se riusciamo a entrare in sintonia e armonizzarci. Ma, tutto ciò se avvengono dei cambiamenti, delle trasformazioni, dei movimenti. Se le persone restano sempre ferme non cambiano, non ci sono rapporti, non ci sono gioie, non ci sono sofferenze. E’ un po’ come mettere il sacchetto delle verdure surgelate in freezer: quando lo tireremo fuori sarà esattamente come lo abbiamo lasciato. Immutato.

Mangiare bene (e sentirsi bene) in poche mosse…

Premessa: non sono nè un medico nè uno specialista in alimentazione, sto solo riportando una mia esperienza personale.

Mangiare bene si può, eccome! E di conseguenza sentirsi bene, unendo i benefici di alimenti sani a una buona dose di movimento… Ma come fare? Io da studentessa universitaria fuori sede non ho molto tempo da dedicare alla spesa e alla preparazione dei miei pasti, oltre a non avere molta possibilità di frequentare corsi sportivi, ma ho deciso di fare una scelta impegnandomi per me stessa e per la mia salute con le risorse che ho. Prima regola: non salto mai la colazione… Poi salto in sella alla mia bicicletta e la giornata inizia, tra una lezione e altri impegni che mi accompagnano fino al tardo pomeriggio. Non riconoscendomi in quello stereotipo dello studente stanco e stremato dalle ore passate in aula, quando il mio frigo rimanda l’eco della mia voce, non mi rimpinzo di cibo del fast food o di pizze, ma corro al supermercato a riempire il mio cestino di pane di segale, frutta e verdura possibilmente fresche, uova, biscotti integrali, legumi o carne o pesce, concedendomi sfizi come una barretta di cioccolato fondente o una confezione di senape. Per il pranzo alcune volte devo arrangiarmi con la mensa, scegliendo i piatti meno elaborati, mentre altre volte riesco a farmi un’insalata di riso o un panino accompagnato da un frutto. A cena non manca mai una bella porzione di verdure, oltre a una bella dose di tranquillità nel mandar giù i bocconi, dopo aver corso tutto il giorno.
Quello che non mi faccio mai mancare è di certo il movimento: bicicletta a gogo! Pedalo circa 8km al giorno in quest’ultimo periodo e di benefici ne trovo a volontà… Muscoli, polmoni e ambiente ringraziano!
Dalla mia umile opinione, vi posso dire che basta dedicare piccoli accorgimenti nella routine quotidiana per aiutarsi e sentirsi mano mano sempre meglio, adottando uno stile di vita sano ed equilibrato. Io mi sento bene così, poi ognuno è libero di fare le proprie scelte!

I wish I had…

A volte mi capita di soffermarmi a pensare su cosa ho e cosa mi manca nella mia vita. A quanto sono fortunata di avere una famiglia che mi ha insegnato valori e mi ha saputo mettere in riga, al fatto di poter studiare in un’università fino alle cose più stupide, come avere un pc e poter scrivere questo post su un blog di mia proprietà. A pensare che ragazzi e ragazze della mia età si sentono fortunati anche al solo ricevere un bicchiere di acqua putrida da bere o un piatto di riso sciapo, mentre altri più fortunati lamentano il fatto di non poter avere la borsa griffata o chissà quale altro genere di “lusso”. Andrei avanti per ore con questo discorso e cadrei nella logorrea più assoluta. E non voglio tediarvi con questi discorsi importanti. O almeno non ora. 🙂

Ho intitolato questo articolo “I wish I had” per raccogliere tutte quelle cose che vorrei nella mia vita, dalle più stupide alle più importanti. Cominciamo…
Un gatto: si, ho sempre desiderato un gatto in casa mia, un gattone da coccolare e che mi si acciambelli sulle ginocchia nelle fredde sere d’inverno. Lo avrò, quando avrò una mia casa!
Una casa autonoma: odio i condomini, non tanto per il fatto di condividere il palazzo con altre famiglie, ma per la struttura in sè dell’abitazione. W le case in stile nord-europeo con quei piccoli e coloratissimi giardini!
Il dono di sapere suonare la chitarra: ho sempre desiderato poter suonare questo strumento, ma purtroppo il tempo non è mio alleato e ancora devo imparare.
Un intestino sano: magari! Sarebbe il più bel regalo che potessi ricevere, un intestino funzionante e sano. Sto forse chiedendo troppo?

Per ora mi fermo qui. Il genio della lampada si è già preso troppi incarichi da parte mia. E voi? Quali sono le cose che vorreste o che vi mancano nella vostra vita?

A rincorrere il cigno bianco.

Chi di voi ha visto l’ultimo capolavoro di Darren Aronofsky alzi la mano. Black Swan: il cigno nero, cattivo e senza pietà, opposto al bianco, candido e timoroso. Nel film si susseguono tramite vorticosi e frenetici passi di danza sul duro parquet davanti a specchi altissimi. Non è forse la metafora dell’esistenza in sè per sè? Il parquet sta al mondo come gli specchi stanno alla gente. E i passi di danza dapprima tremolanti e appena accennati diventano sempre più veloci e sicuri, battendo sul duro legno e inciampando sulle punte dei piedi ormai abituati ai calli e alle ferite.  E quegli specchi che ci fissano e ci giudicano, non lasciando sfuggire ogni singola mossa che facciamo, sono lì ad osservarci mentre noi continuiamo a volteggiare stanchi. Il cigno bianco che arranca dietro alla speranza di essere il protagonista della sua favola, il cigno nero che vuole tutto e non bada a conseguenze. Non c’è forse dentro ognuno di noi un cigno bianco ed uno nero? Una parte di noi che timidamente vorrebbe realizzare tutti i suoi sogni e l’altra più egoista e impulsiva che vuole accapparrarsi tutto e subito.

~ Eightdaysweek