Come il vento tra i capelli…

Se c’è una cosa che adoro è sentire il vento tra i capelli, la brezza che mi scompiglia la chioma e mi libera la mente. In bicicletta poi è il massimo, l’apoteosi. Mi aiuta a riflettere, mi sento così libera nei miei pensieri e nelle mie decisioni che mi sembra quasi di planare nel mio universo. Muovo il corpo e la mente, che a volte è così indaffarata. Mi sento bene e in pace con me stessa, anche con un paio di cuffiette inserite nelle orecchie che mi rimandano una melodia rock.
Oppure in treno, quando entra l’aria dal finestrino semi aperto e il panorama scorre veloce al di fuori mentre i miei capelli fanno mille giravolte; mi sento così tranquilla quando vedo tutto in movimento, tutti i piccoli dettagli che si muovono davanti a me e sembra voglia afferrarli uno ad uno con lo sguardo. Si, perchè è proprio il movimento che ci mantiene vivi, se fossimo sempre e solamente in stallo saremmo come soprammobili, statuine che aspettano. E io non sopporto aspettare a lungo. Tengo stretti i particolari più cari e torno a scivolare nel vento. Felice.

 

Advertisements

Persone.

A volte mi piace scrivere pensieri in libertà sulla mia agenda. Ne vengono fuori riflessioni sui massimi sistemi con parole semplici, oppure, fallendo, solo un misero adito del mio fluire di coscienza. L’altro giorno pensavo alle persone paragonandole al cibo: sì, perchè il cibo puoi cucinarlo seguendo una ricetta o trasformarlo dando sfogo alla creatività, devi buttarlo se va a male poichè l’hai lasciato fuori dal frigo troppo a lungo, può farti venire i mal di pancia se rimasto indigesto, può infine stuzzicarti l’acquolina solo a guardarlo. Un po’ come le persone. Guardandole possiamo restarne colpiti dal loro aspetto esteriore, ci possono far soffrire, dobbiamo scordarle se ci hanno fatto un torto lasciato irrisolto o dobbiamo allontanarle se c’è troppa confidenza quasi malsana, ma possiamo anche avere dei bellissimi rapporti se riusciamo a entrare in sintonia e armonizzarci. Ma, tutto ciò se avvengono dei cambiamenti, delle trasformazioni, dei movimenti. Se le persone restano sempre ferme non cambiano, non ci sono rapporti, non ci sono gioie, non ci sono sofferenze. E’ un po’ come mettere il sacchetto delle verdure surgelate in freezer: quando lo tireremo fuori sarà esattamente come lo abbiamo lasciato. Immutato.

I dettagli ci aiutano a sorridere.

Vi siete mai soffermati a osservare i piccoli dettagli che compongono i vari momenti della vostra giornata? Il quotidiano aperto sul tavolo, il fumo della tazza di caffè al mattino, il vaso con i fiori freschi del giardino, lo stoppino della candela appena spenta, la piega del cuscino così come l’abbiamo o l’hanno lasciata dalla notte precedente, il filo di luce che entra dalla tapparella appena alzata… Potrei continuare per ore a elencare ogni piccolo particolare a cui non sempre dedichiamo la nostra attenzione, ma allo stesso tempo ci aiuta a sorridere. Proprio così. Secondo me loro sono come la ciliegina sulla torta: coronano i momenti che passiamo insieme ai nostri cari, arricchiscono la nostra casa e i luoghi che frequentiamo, conservano i nostri ricordi. I dettagli ci aiutano a esprimerci e nel frattempo ci offrono sicurezza. Immaginate di alzarvi la mattina e non trovare più la vostra tovaglietta americana preferita o la vostra tazza che usate gelosamente da anni, non vi sentireste un po’ smarriti? E poi, come è bello affondare il viso nella piega del cuscino che ha lasciato il vostro compagno uscito presto per andare a lavoro? Quanto è emozionante osservare una candela che si spegne lentamente dopo aver scaldato l’atmosfera di una serata in famiglia? E questi sono solo i particolari offerti da oggetti. Pensate a quelli che ci regalano ogni giorno le persone che fanno parte della nostra vita…

I wish I had…

A volte mi capita di soffermarmi a pensare su cosa ho e cosa mi manca nella mia vita. A quanto sono fortunata di avere una famiglia che mi ha insegnato valori e mi ha saputo mettere in riga, al fatto di poter studiare in un’università fino alle cose più stupide, come avere un pc e poter scrivere questo post su un blog di mia proprietà. A pensare che ragazzi e ragazze della mia età si sentono fortunati anche al solo ricevere un bicchiere di acqua putrida da bere o un piatto di riso sciapo, mentre altri più fortunati lamentano il fatto di non poter avere la borsa griffata o chissà quale altro genere di “lusso”. Andrei avanti per ore con questo discorso e cadrei nella logorrea più assoluta. E non voglio tediarvi con questi discorsi importanti. O almeno non ora. 🙂

Ho intitolato questo articolo “I wish I had” per raccogliere tutte quelle cose che vorrei nella mia vita, dalle più stupide alle più importanti. Cominciamo…
Un gatto: si, ho sempre desiderato un gatto in casa mia, un gattone da coccolare e che mi si acciambelli sulle ginocchia nelle fredde sere d’inverno. Lo avrò, quando avrò una mia casa!
Una casa autonoma: odio i condomini, non tanto per il fatto di condividere il palazzo con altre famiglie, ma per la struttura in sè dell’abitazione. W le case in stile nord-europeo con quei piccoli e coloratissimi giardini!
Il dono di sapere suonare la chitarra: ho sempre desiderato poter suonare questo strumento, ma purtroppo il tempo non è mio alleato e ancora devo imparare.
Un intestino sano: magari! Sarebbe il più bel regalo che potessi ricevere, un intestino funzionante e sano. Sto forse chiedendo troppo?

Per ora mi fermo qui. Il genio della lampada si è già preso troppi incarichi da parte mia. E voi? Quali sono le cose che vorreste o che vi mancano nella vostra vita?

A rincorrere il cigno bianco.

Chi di voi ha visto l’ultimo capolavoro di Darren Aronofsky alzi la mano. Black Swan: il cigno nero, cattivo e senza pietà, opposto al bianco, candido e timoroso. Nel film si susseguono tramite vorticosi e frenetici passi di danza sul duro parquet davanti a specchi altissimi. Non è forse la metafora dell’esistenza in sè per sè? Il parquet sta al mondo come gli specchi stanno alla gente. E i passi di danza dapprima tremolanti e appena accennati diventano sempre più veloci e sicuri, battendo sul duro legno e inciampando sulle punte dei piedi ormai abituati ai calli e alle ferite.  E quegli specchi che ci fissano e ci giudicano, non lasciando sfuggire ogni singola mossa che facciamo, sono lì ad osservarci mentre noi continuiamo a volteggiare stanchi. Il cigno bianco che arranca dietro alla speranza di essere il protagonista della sua favola, il cigno nero che vuole tutto e non bada a conseguenze. Non c’è forse dentro ognuno di noi un cigno bianco ed uno nero? Una parte di noi che timidamente vorrebbe realizzare tutti i suoi sogni e l’altra più egoista e impulsiva che vuole accapparrarsi tutto e subito.

~ Eightdaysweek

Abbiamo tutti fretta.

Siamo una generazione di frettolosi e disattenti, impegnati nello studio come nel lavoro per gran parte delle nostre giornate e non pensiamo più ai piccoli gesti che potremmo dedicare al nostro benessere sia fisico che mentale. Un’affermazione alquanto dura, ma mi sto accorgendo che colpisce anche me, nel mio piccolo. Non ci fermiamo più a pensare a noi stessi, ma piuttosto siamo fin troppo impegnati a fissare nella mente le faccende della giornata o le pagine (se non libri interi) da studiare per il prossimo esame e non pensiamo a quanto sarebbe più piacevole prendere il tutto con più tranquillità. A tavola poi non ne parliamo: un boccone dietro l’altro finiamo per divorare il pranzo o la cena, pronti a scappare via per il prossimo impegno, nel minor tempo possibile. E poi stiamo male, siamo più nervosi, siamo più agitati. Sia con gli altri che con noi stessi. Forse dovremmo tutti pensare un po’ più a noi, dedicare più tempo al nostro benessere con piccoli accorgimenti quotidiani per quanto possibile: alzarsi tranquillamente mezzora prima del solito per prepararsi alla giornata, prendere la bicicletta per andare a lavoro o a scuola, mangiare con calma con la tv spenta per non essere influenzati dalle notizie più che altro drammatiche del tg, prendersi un’oretta al giorno per il proprio relax e per liberare la mente da tutto ciò che ci preoccupa e ci tormenta. In questo modo, secondo me, saremmo capaci di gestire al meglio tutte le nostre faccende quotidiane e riusciremmo ad affrontarle con più sorrisi e meno mal di testa.

~ Eightdaysweek